Storia

La Banda di Cevo è tra le più antiche della Valcamonica. Le prime notizie certe su un gruppo musicale risalgono agli anni precedenti la Grande guerra. Il riferimento dei documenti storici è a un piccolo complesso, formato da una manciata di strumentisti provenienti dalle fanfare militari. Il nome del gruppo che allietava per lo più sagre e sposalizi – era emblematico: La Squadra dell’ Arsüra. La Banda vera nacque nel 1922, come risulta dallo statuto costitutivo datato 12 ottobre 2022. Per battezzarla i componenti si ispirarono ad un raffinato musicista, Alfredo Catalani di Lucca, vissuto tra il 1854 ed il 1893. Padrini furono Domenico Scolari (Minichì del negose) e Bartolomeo Cesare Bazzana (maestro elementare). Fondatore e primo maestro fu Carlo Genesini, nato a Ferrara e giunto a Cevo durante la prima guerra mondiale. La Società Filarmonica Catalani era «apolitica», secondo lo statuto, anche se IN realtà i suoi componenti erano quasi tutti socialisti: da qui l’appellativo di Banda dei Rossi. Il debutto è datato 4 novembre 1923 nella piazza del paese in occasione dell’inaugurazione del monumento ai Caduti. Il successo fu così travolgente che il numero degli strumentisti arrivò fino a 60, tanto che il maestro Genesini fu costretto a «scremarli» attraverso una selezione. Agli esclusi, se ne aggiunsero altri che lasciarono la Banda per incompatibilità con il maestro nel frattempo nominato segretario del partito fascista locale.


Fu quindi fisiologica la nascita di un secondo complesso che venne supportato dall’allora parroco don Pietro Recaldini. Il sacerdote acquistò a sue spese gli strumenti e convinse il giovane Giovanni Bazzana (Tripoli), ex suonatore della «Catalani», a fare da maestro. Nacque così la Fanfara Concordia che esordì il 25 dicembre 1924 sul sagrato della parrocchiale. Quel giorno suonò anche la «Catalani», di fronte al municipio (ora sede del bar centrale). Fu l’inizio delle ostilità. Tra 1 aue complessi nacque una rivalita accesa che si trasformò presto In scontro politico: da una parte don Recaldini, punto di riferimento del Partito Popolare di Cevo, tanto che la Concordia era chiamata la Banda dei Pipì, dalle iniziali del partito. Dall’altra il gruppo di Carlo Genesini vicino al regime. L’attività della Concordia costituì uno dei motivi principali della cacciata da Cevo, il 18 ottobre 1925, di don Recaldini. Ma la Fanfara non crollò: continuò a suonare fin quando la Sottoprefettura di Breno intervenne, suggerendo la fusione delle due Bande. I musicanti della Concordia rifiutarono, incondizionata invece fu l’adesione della Catalani. La diatriba S1 concluse nel 1927 con lo scioglimento, per decreto prefettizio, della Fanfara Concordia messa praticamente fuori legge. L’ultimo concerto fu a Paspardo, in onore di don Recaldini, nominato parroco in quel paese nel 1928. Pochi mesi dopo arrivò l’autoscioglimento della Catalani. Dalle ceneri delle due Bande nel 1928 nacque la Banda Musicale di Cevo sostenuta dal Comune. Nello stesso anno subentrò a Genesini come maestro di musica il cevese Giacomo Ragazzoli (Söla), che guiderà la Banda per oltre 30 anni (“il Maestro paziente e costante degli anni difficili”).

Durante la seconda guerra mondiale la banda fermò la sua attività per ovvie ragioni ma già nel 1946 mentre iniziano lavori di ricostruzione del paese, distrutto dal tragico incendio del 1944, coi contributi raccolti dal Comune presso i vari enti esistenti nel Comune stesso (Associazione combattenti, Cooperativa partigiana autotrasporti e taglio boschivo) e S1 ricostituisce anche la Banda musicale. Il 20 ottobre 1946 la ricostituita banda è già pronta ad esibirsi in occasione dell’ingresso in Cevo del primo parroco del dopoguerra don Costante Cape. Nel 1960 il maestro Ragazzoli, a causa della salute cagionevole, rassegna le sue dimissioni. Viene chiamato succedergli Giovan Maria Matti (de la Guardia), un veterano del primo scaglione di musicanti del 1922. Nel 1969 la morte inattesa e prematura del maestro Matti metterà In crisi per qualche tempo il complesso bandistico. Il posto di maestro viene occupato dapprima da Angelo Casalini (Mora), suonatore di bombardino ma con un’innata passione per la musica che lo rende idoneo a qualsiasi strumento. Negli anni ’80 gli succede Angelo Galbassini (Barber), un musicante degli anni ’30, tenace sostenitore della banda e dei bandisti nei momenti più difficili.


Nel 1980 per la prima volta fa il suo ingresso ufficiale nella banda la componente femminile: Daniela Biondi di Mario, mascotte di sole 9 anni; negli anni successivi seguiranno altre giovani strumentiste fino ad eguagliare in quantità e qualità la componente maschile. Nel 1990 la direzione del corpo musicale viene assunta da Cesare Scolari, giovane studioso di musica al conservatorio, che lascerà solo due anni più tardi il ruolo a Brunella Galbassini, figlia del maestro Galbassini, diplomata in pianoforte al conservatorio. Grazie al suo lavoro la banda riuscirà a rinnovare profondamente l’organico, il repertorio e anche l’approccio alla musica, e vengono portati avanti dei corsi di orientamento musicale che vedono u nutrita partecipazione di giovani giovanissimi; sua l’idea di proporre anche un corso per adulti, che porterà effettivamente dei nuovi importanti ingressi tra le fila della Banda. A cent’anni di distanza, dopo oltre un ventennio di attività della maestra Galbassini, ritorna alla guida musicale del gruppo un maestro non originario di Cevo, Ferdinando Mottinelli, già collaboratore della banda e insegnante nel corso allievi, che è tutt’ora il direttore della Banda di Cevo.

LA BANDA OGGI


Ad oggi la banda si presenta composta da 28 strumentisti attivi (chi più chi meno), con un’età media attorno ai 35 anni. In media quindi la banda è composta da giovani, infatti più della metà hanno meno di 45 anni e la stragrande maggioranza di questi ha mosso i suoi primi passi durante gli anni della pre adolescenza (10-13 anni). Si può dire quindi che la maggor parte dei componenti attuali è cresciuta letteralmente nella banda, superando alti e bassi, difficoltà, tensioni con tenacia e cocciutaggine, caratteristiche probabilmente trasmesse dai nostri antenati musicali, riuscendo a trovare nuovi stimoli e nuovi impulsi per far continuare l’attività del gruppo. Storicamente componenti della banda di Cevo erano cittadini nativi e residenti nel Comune (come dire “cevesi doc”); a partire dai primi anni del nuovo millennio, complice la circostanza di aver unito i plessi scolastici in un unico plesso con sede a Cevo, hanno iniziato a frequentare il corso di orientamento musicale anche allievi residenti nel Comune di Saviore, e un bel gruppetto di questi oggi fa parte ufficialmente della nostra banda (6 strumentisti). Questo la dice lunga sull’importanza e sul potere della musica che, anche attraverso la nostra piccola banda, riesce ad unire e aggregare le persone dei nostri paesi, dimostrando (se ce ne fosse bisogno) che l’unione fa la forza.


La banda di oggi è comunque il risultato di questi 100 anni di storia; deve molto, forse tutto, a chi è venuto prima. Le difficoltà di oggi putroppo rispecchiano in parte quelle del passato, legate allo spopolamento per motivi di lavoro e di studio fuori dal Comune, dalla Valcamonica, dalla provincia di Brescia. Ma la banda non si arrende, resiste. Abbiamo stabilito da tempo ormai come giorno per le prove settimanali il e venerdì, per dar modo a lavoratori e studenti che ritornano a casa il fine settimana di parteciparvi. Due ore di ritrovo settimanale che ci fanno riscoprire il senso del trovarsi in gruppo, fra amici, per costruire qualcosa assieme partendo da zero, imparando dagli errori, recependo gli insegnamenti del maestro e aiutandoci a vicenda. Due ore per lasciare a casa problemi personali, di salute, di lavoro, per non pensare alla realtà oppressiva di questo momento storico certo non facile. Due ore che sono anche un tributo a chi c’era prima di noi e che putroppo Cl ha lasciato troppo presto ma che avrebbe voluto continuare ad esserci.


Oggi la banda di Cevo è diretta dal maestro Ferdinando Mottinelli che già da diversi anni collabora col gruppo, continuando nel solco tracciato dalla maestra Brunella Galbassini tra gli anni ’90 e il 2016.